Società: è la casalinga il mestiere più pericoloso

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Si rischia di più in casa che nelle nostre strade. La fotografia dei pericoli domestici realizzata dal Censis non da adito a dubbi. Anzi preoccupa davvero e chiarisce una volta per tutte come la nostra sia casa, in particolare la cucina, sia uno dei luoghi più pericolosi e a rischio di infortuni anche gravi. Con un costo sociale “spaventoso”, come l’ha definito in una nota la Federcasalinghe: 14 miliardi di euro l’anno, la metà di tutti gli infortuni sul lavoro.



Che quello della casalinga sia un lavoro a tutti gli effetti nessuno lo può mettere in dubbio. Ma che sia probabilmente il più pericoloso di tutti nessuno potrebbe sospettarlo. Ecco le cifre, tratte dal primo rapporto annuale sulla sicurezza in casa pubblicato qualche giorno fa dal Censis: 4.380.000 infortuni domestici rilevati nel 2000 (il 5,6 per cento in più rispetto ai due anni precedenti e ben il 59,7 per cento in più rispetto al 1988), 8 mila vittime l’anno (più delle stragi sulle strade, che fanno 6.649 morti l’anno, e degli incidenti sul lavoro, 1.398).



Ovviamente le più colpite dai rischi nascosti dentro le quattro mura di casa sono le donne: quasi una su tre (32,8 per cento) si è messa nei guai nel proprio appartamento e, non a caso, il 33,1 per cento delle casalinghe ha subito un incidente nel 2003. Tra gli errori più comuni la pentola lasciata sul fuoco (12,2 per cento), il rubinetto dell’acqua lasciato aperto (11,9 per cento), l’utilizzo di apparecchi elettrici con le mani bagnate (11,2 per cento) il tirare il filo dalla presa per spegnere un elettrodomestico (10,9 per cento).



Soluzioni? Federica Rossi Gasparini, presidente di Federcasalinghe punta sulla maggior formazione: “Il ministero dell’Istruzione ha risorse per la formazione permanente. Una parte di questi fondi potrebbe essere impiegata nella prevenzione con corsi anti infortunio destinati anzitutto alle donne, perché è nelle loro mani il governo della casa”. In più c’è un fondo assicurativo contro gli incidenti domestici messo in piedi dall’associazione, cui negli ultimi tre anni si sono iscritte due milioni di casalinghe. Gli obiettivi adesso sono di arrivare a cinque milioni di assicurate, di abbassare nello stesso tempo la soglia d’invalidità (dal 33 al 26 per cento) e contemplare un assegno di reversibilità per i minori.


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