Società: felici tra quattro mura

Cultura - Attualità



Casa dolce casa. I primi anni del nuovo millennio coincidono con una tendenza, che non è solo italiana, alla riscoperta dell’ambiente domestico. Insomma, si sta sempre più volentieri fra le pareti di casa che fuori. Lo dicono sociologi e pubblicitari, che puntano sempre più su messaggi rassicuranti del tipo “casa è meglio” , e lo confermano anche gli esperti di design. Non è per caso, quindi, che gli italiani oggi – secondo un’indagine di Confcommercio – spendano ben il 23 per cento più di cinque anni per le proprie abitazioni.




Gran parte del merito di questo ritorno al bozzolo domestico sta anche nella tecnologia. Tra chat ed e-mail, apparecchi elettronici che in cucina sanno ormai fare di tutto, soggiorni che assomigliano sempre più a sale cinematografiche in miniatura grazie ai sistemi di “home theatre”, chi ce lo fa fare di uscire? “Uscire di casa non è più importante – spiega, infatti, il sociologo Domenico De Masi -, dentro abbiamo già tutto quello che ci serve. Così abbiamo riscoperto la convivialità in piccolo, con il ristretto gruppo di amici”.



Si scopre così anche il piacere di ricevere, di accogliere gli ospiti. Ma senza l’ostentazione e l’opulenza degli anni Ottanta. Oggi l’atmosfera è più conviviale, senza pretese se vogliamo e spesso il tavolo su cui si mangia è anche quello su cui si lavoro e dove si ricevono gli amici. “Non è questione di un mobile o di un altro – conferma il designer Aldo Cibic, tra i fondatori del movimento d’avanguardia Memphis -, ma dell’atmosfera che si vuole dare della propria casa, che poi è quello che si vuole davvero per se stessi. Se in un momento di ricchezza si spende per lo status, in un momento difficile come questo si spende per vivere meglio, per cose che realmente ci gratificano”.



Insomma, una continua ricerca della qualità della vita, che passa anche attraverso la corsa al rustico di campagna, anche come prima casa. E non è una moda solo italiana se anche il settimanale francese “Le Nouvel Observateur”, finestra su usi e consumi, titola nell’ultima copertina “La follia delle case in campagna”. “Una volta si puntava sull’abbigliamento – aggiunge Andrea Dall’Olio, designer e responsabile della sezione nuove tendenze al Salone internazionale della casa di Milano -, adesso è la casa a fare la differenza”.



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