Sport: viva il volley

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E’ un po’ come il calcetto per i maschi. Ma c’è da giurarci che consoliderà la sua fama dopo lo splendido successo delle azzurre agli ultimi Mondiali berlinesi. Anche se la pallavolo, già prima delle imprese di Elisa Togut e compagne, era nei cuori di molte italiane. Centottantacinquemila tesserate, il terzo sport in rosa dopo ginnastica e nuoto per numero di praticanti. Ed un grandissimo numero di appassionate.




Negli ultimi anni i numeri pallavolo, sport davvero completo, utile sia dal punto di vista atletico che educativo e caratteriale, per la capacità di creare gruppo come tutti gli sport di squadra, sono costantemente in crescita: duecentocinquantamila tesserati in totale nella stagione 2001-2002, per un +5,6 per cento rispetto all’anno prima. Soprattutto quelli delle donne, raddoppiate in dieci anni, che rappresentano ben il 67 per cento del totale.




Uno dei motivi di tanto successo è dato dal fatto che si tratta di uno sport armonico, che sviluppa e modella gambe, glutei e braccia. E per capirlo basta vedere i fisici delle ragazze della nazionale, che sono riuscite ad incollare davanti alla tivù circa 5 milioni di spettatori nella finalissima Italia-Stati Uniti, quasi un record per uno sport di squadra femminile. Ma non solo. Anche molte bellezze televisive hanno felici trascorsi sportivi con il volley, da Alessia Merz ad Elenoire Casalegno.




E se la pallavolo aiuta a soprattutto a tenere il fisico in forma, dà molto anche nell’aspetto educativo, della formazione del carattere e dello spirito di gruppo. “Non è vero che guidare le ragazze è più difficile – ha detto l’allenatore delle azzurre Marco Bonitta (curiosamente la stragrande maggioranza delle squadre femminili di volley ha allenatori uomini) -. Se l’uomo è più individualista e menefreghista, la donna si aggrappa all’allenatore”.



Infine, è anche uno sport che si può coltivare fin da piccoli. Nella fascia di età fra gli 11 ed i 14 anni è già il più praticato dalle bambine. Ma si può cominciare anche da più piccoli (7-8 anni). Sviluppa qualità fisiche come la mobilità articolare, la velocità, la forza e la resistenza, ha un consumo energetico di 8,5 chilocalorie al minuto e, cosa che di per sé è un grande vantaggio, si può praticare in ogni stagione, all’aperto (basti pensare al beach volley) che al chiuso, in palestra.




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