Stili di vita: quello dei giovani è poco salutare.

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Fanno poca attività fisica bambini ed adolescenti italiani, che un’indagine Doxa commissionata da Federalimentare ci presenta eccessivamente pigri e insoddisfatti del proprio aspetto fisico. I nostri ragazzi si vedono grassi e desidererebbero una forma fisica migliore, ma allo sport preferiscono televisione e videogame, che occupano la maggior parte del loro tempo.


Un bambino su due e un adolescente su tre, cammina meno di 30 minuti al giorno, mentre le ore giornaliere trascorse davanti a un video sono oltre due per i giovani, una e mezza invece per i più piccoli. Solo un terzo dei bambini tra i sei e gli undici anni svolge un’attività fisica almeno tre volte la settimana, il 18,1 per cento si dedica allo sport meno di una volta o addirittura mai. La situazione migliora leggermente per gli adolescenti, dei quali quasi la metà fa movimento almeno tre volte la settimana. Tra gli sport, i maschi amano il calcio (45,4 per cento), la pallacanestro (10,7 per cento) e il nuoto (9,9 per cento), ai quali le femmine preferiscono la pallavolo (30,8 per cento), la innastica (21,2 per cento) e la danza (11,6 per cento). Il fitness, infine, va per la maggiore fra i ragazzi d’età compresa fra i 14 e i 15 anni (50,8 per cento).


Al campione di intervistati (1.001 giovani di 12-17 anni e 1.009 genitori con bambini di 6-11 anni) è stato chiesto come avevano trascorso il pomeriggio precedente all’indagine: l’88 per cento degli adolescenti ha dichiarato di aver guardato la tv per più di un’ora e mezza, il 50 per cento di aver passato al computer almeno mezz’ora. La passione per il video non si affievolisce nei più piccoli, dei quali l’82 per cento ha guardato la tv per lo stesso tempo dei grandi e il 42 per cento si è dilettato con computer e videogame per quasi un’ora.


Numerosi i pigri, dunque, soprattutto fra i ragazzi che hanno problemi di peso: il 52,4 per cento dei bimbi e il 71 per cento degli adolescenti in sovrappeso non sono iscritti ad alcuna organizzazione sportiva. Nonostante la pigrizia che li contraddistingue,fra i 12 e i 17 anni i nostri figli vorrebbero dimagrire (desiderio espresso dal 27 per cento dei maschi e da ben il 52 per cento delle femmine) e non sono soddisfatti della propria alimentazione.


Più crescono, poi, e più l’insoddisfazione aumenta: solo il 44 per cento dei genitori dei bambini tra gli 8 e i 9 anni è molto soddisfatto della forma fisica dei propri figli, mentre tra i ragazzi di 12-13 anni solo uno su tre non vorrebbe cambiare il proprio aspetto e tra i 14-15enni la percentuale è di uno su quattro e tra i 16-17enni scende fino al 24,3 per cento. Degli adolescenti vorrebbe essere più snello il 38,9 per cento, con un picco tra i 16-17enni, ma c’è anche 15,8 per cento che si vede troppo magro e vorrebbe essere un po’ più robusto.


Eppure, sia tra gli adulti che tra i giovani è diffusa una forte cultura alimentare: tutti sanno che chi mangia in modo equilibrato trova nel cibo tutte le sostanze nutritive di cui ha bisogno e che ad un corretto regime alimentare andrebbe associata la pratica di uno sport. Nonostante ciò molti dei nostri ragazzi non hanno un rapporto equilibrato con il cibo: c’è chi dichiara di avere sempre poco appetito e chi invece davanti al cibo “non riesce mai a dire di no” e così cede alla tentazione di continui spuntini dentro e fuori casa. Nei piatti che ogni giorno finiscono sulla tavola degli italiani scarseggiano le verdure (solo il 45,3 per cento ne mangia tutti i giorni, il 22,5 per cento le consuma meno di una volta la settimana), il riso e il pesce, mentre abbondano pane e pasta.


Ma i comportamenti sbagliati non si esauriscono qui. Soprattutto i giovani, infatti, sono poco attenti alle etichette dei prodotti alimentari che cosumano (poco più del 20 per cento le legge spesso) e alla data di scadenza riportata sulle confezioni (più di un ragazzo su quattro la controlla di rado).


Per porre un rimedio al quadro scoraggiante tracciato dall’indagine Doxa, il MIUR, insieme a Federalimentare, alla Federazione Medico Sportiva Italiana e all’Heart Care Foundation, ha preparato il decalogo per le scuole 60 minuti in movimento che verrà messo in atto nelle regioni italiane, per diffondere l’importanza dell’esercizio fisico fin dai banchi di scuola. Un’ora di attività fisica giornaliera per limitare la sedentarietà. Tra i suggerimenti, quello raggiungere la scuola a piedi, di scendere dal bus o dalla metro qualche fermata prima e di non ricorrere all’auto per brevi tragitti, di abituarsi a salire le scale, di aiutare i genitori nei lavori domestici, di passeggiare con gli amici.


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