Sul piccolo schermo violenza ed aggressività ogni quattro minuti.

Cultura - Attualità



La televisione è un concentrato di aggressività e violenza e mette a rischio la salute psichica e fisica di adulti e bambini. Uno studio condotto da Eta Meta Research in collaborazione con più di cento psicologi e medici ha messo sotto accusa non solo i telegiornali e i film, ma anche i talk show e i reality, in cui tensioni, ira ed emotività si susseguono a ritmo continuo.


Secondo i dati raccolti dalla ricerca, infatti, in media su 120 ore di trasmissioni in onda ogni giorno sulle principali reti nazionali, ogni 35 minuti si assiste ad un uccisione e ogni 18 minuti ad un ferimento. Per non parlare di esplosioni (una ogni 20 minuti), di armi (ne appare una ogni 7 minuti), di manifestazioni violente in genere (sul piccolo schermo ogni 11 minuti), delle scene di battaglia (ogni 15 minuti) e delle minacce (ogni 9). Non dimentichiamo infine le varie forme di violenza verbale (una ogni 5 minuti) le urla (33 per cento), insulti (28 per cento), e vere risse verbali (21 per cento).


Ad ogni ora del giorno, dicono gli esperti, basta accendere la Tv per trovarsi davanti agli occhi omicidi, pestaggi e situazioni di chiara violenza, che non hanno alcun effetto positivo sulla nostra psiche. L’allarme riguarda soprattutto il rischio della normalizzazione della violenza, proposta troppo spesso dai programmi quale soluzione efficace per risolvere problemi o situazioni spiacevoli.


Non su tutti gli spettatori le scene di aggressività sortiscono lo stesso effetto, ma sicuramente ne hanno uno, secondo il 65 per cento degli intervistati. Le categorie più a rischio sono quelle degli adolescenti (che possono cadere nell’immedesimazione con modelli negativi), delle persone anziane (in cui le scene aggressive aumentano l’insicurezza che e la paura di essere assaliti da estranei) e dei bambini. Questi ultimi, secondo il 59 per cento degli esperti intervistati, possono manifestare stati d’ansia e crisi di pianto apparentemente immotivati, oppure, nel tempo, disturbi del sonno di vario tipo. Essere sottoposti a scene di violenza verbale non è meno pericoloso: insulti e urla potrebbero diventare con il tempo la normale risposta quando si ha a che fare con qualcuno che non condivide le nostre idee (è il parere del 28 degli esperti consultati).


Per quanto riguarda la salute fisica, è certo che tanta violenza nei soggetti più ansiosi altera lo stato emotivo, aumentandone l’adrenalina; chi soffre di una qualche cardiopatia, poi, rischia di cadere vittima di attacchi di angina pectoris e di vedersi aumentare il battito cardiaco fino al 35 per cento in più rispetto alla norma.


Nel mirino degli esperti ci sono soprattutto i reality show (il 45 per cento li ritiene i più rischiosi), nei quali si susseguono competizioni, sfide, ed episodi di privazioni che generano tensione ed aggressività. Al secondo posto ci sono i Tg (29 per cento), che mandano in onda immagini sempre crude ed utilizzano un linguaggio esasperato ed ansiogeno; li seguono i talk show (26 per cento) in cui riesce ad imporsi chi polemizza ed urla di più. Insomma, mentre di fronte a film e telefilm lo spettatore è già preparato ad assistere a manifestazioni di aggressività che sa essere “finte”, quando assiste a scene particolarmente violente in trasmissioni legate alla vita reale, ne viene sicuramente più influenzato.


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