Supergiotto a padova

Cultura - Arte



E´ considerato il maestro fondatore dell´arte occidentale, il simbolo del rinnovamento, l´artista che ha rivoluzionato la pittura antica. Il suo vero nome era Ambrogio Bondone, ma per tutti è noto come Giotto. Alla sua figura e a quella dei suoi discepoli, la città di Padova ha allestito una rassegna-evento curata da Vittorio Sgarbi, che resterà aperta sino al 29 aprile prossimo e rappresenta una tappa fondamentale per capire l´evoluzione dell´arte non solo nel nostro paese. E l´importanza di un pittore e di una città (Nella cultura figurativa - ha detto Sgarbi - Padova fu la vera Firenze del Trecento), forse troppo trascurati.

Nato a Firenze nel 1267, Giotto era già attivo prima dell´ultimo decennio del Duecento, lavorando per i Bardi e i Peruzzi, cioè le famiglie fiorentine titolari delle più importanti banche europee di allora. Lavora poi per la basilica di San Francesco ad Assisi, per il papa, per il più ricco e influente cittadino di Padova (Scrovegni), per la cappella e per l´altare maggiore della basilica di San Pietro a Roma, per il re di Napoli e per Azzone Visconti, signore di Milano. In un´epoca in cui l´eccezionale espansione economica italiana fa di ogni centro cittadino una civiltà con caratteri propri e una potenziale scuola artistica, Giotto si colloca in una posizione super-regionale, che rappresenta un punto di riferimento per tutti.

E´ proprio Enrico degli Scrovegni accoglie i visitatori nella grande mostra padovana Giotto e il suo tempo, realizzata nell´ambito delle celebrazioni che la città ha indetto in occasione del settimo centenario della Cappella degli Scrovegni. L´effigie marmorea del banchiere che, giusto 700 anni fa, commissionò a Giotto la Cappella che affiancava la dimora di famiglia, introduce il visitatore alla mostra portandolo ad ammirare straordinarie opere di pittura, scultura, oreficeria, miniatura, numismatica riunite nelle sale dei Civici Musei agli Eremitani per questa occasione.

La mostra presenta, in un nuovo allestimento, non solo il ricco patrimonio di opere di Giotto ma anche di altri importanti artisti attivi a Padova nel Trecento conservate nella Pinacoteca Civica, accanto ad altre concesse da musei ed istituzioni europee e nordamericane. Simbolo dell´esposizione è la celebre Croce stazionale, recentemente restaurata. Di Giotto sono esposti inoltre la tavola raffigurante Santo Stefano proveniente da Firenze e da Assisi un ampio frammento di affresco, la Testa di Donna, ora di proprietà del museo di Budapest.

Oltre ai capolavori di Giotto si possono ammirare le grandi opere di altri insigni artisti del Trecento, dal Guariento (di cui sono in mostra per la prima volta le celebri Gerarchie angeliche) a Pietro da Rimini, da Altichiero a Jacopo da Verona. Ma anche sculture e codici miniati trecenteschi, strumenti musicali d´epoca e Antichi documenti notarili. La mostra è aperta presso il Museo agli Eremitani di Padova con orario 9-19 (chiuso lunedì) e prevede percorsi in città per visitare gli affreschi del Trecento, non sempre visibili al pubblico (info: 049/8204547).



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