Tatuaggi: l´expo del tattoo

Cultura - Attualità



Avete un bel tatuaggio? Vi piacerebbe farvene uno, ma non avete ancora trovato il coraggio? Bene, se volete scoprire il mondo che si cela dietro a quest´arte tanto dibattuta potete andare al Tattoo Expo 2000, che quest´anno si tiene a Firenze. La prima Convention internazionale di tatuaggi si tiene alla Fortezza da Basso, Firenze appunto, al Padiglione Spadolini dal 10 al 12 novembre.

Un appuntamento che non vuole rivolgersi solo a tutti coloro che hanno già un tatuaggio, ma anche a chi non apprezza questa antica pratica. La tre giorni fiorentina prevede, infatti, incontri con gli artisti che racconteranno se stessi e la storia del tattoo. Il tutto completato da una ben documentata mostra dell´antropologa Luisa Gnecchi Fercioni, autrice del Dizionario dei tatuaggi (edizioni Vallardi). Spiega la Gnecchi: Il tatuaggio vanta origini antichissime. Si può dire che è il primo gesto cosciente che differenzia l´uomo dall´animale. Ed infatti sono stati rinvenuti in Francia degli strumenti neolitici utilizzati per tatuare. Ancor prima dei graffiti sulle rocce l´uomo graffiava la sua pelle.

Ma la Tatoto Expo 2000 sarà anche un palcoscenico di tutto rilievo per gli artisti più famosi dei nostri tempi. Si potrà ammirare all´opera il giapponese Horiyoshi III, che alcuni paragonano al pittore Hokusai. Il francese Tin Tin, che dipinge anche i modelli di Jean Paul Gaultier. Lo statunitense Theo Jak, che è anche pittore su tela; o il samoano Sulua´pe. Insomma, moda e cultura. Anche se, ribadisce la Gnecchi, Siamo di fronte a qualcosa di meno effimero di una moda. Lo definirei un bisogno, tipico dei momenti storici più emotivi o di quelli troppo razionali. Tatuarsi diventa un ritorno alla primitività, attraverso uno dei gesti più istintivi.

Ma perché allora tanta diffidenza attorno ai tatuaggi? Forse perché in passato ha avuto anche la valenza negativa di marchio, di punizione. Nei quadri di Otto Dix sono le prostitute ad esibire tatuaggi. Nel Giardino delle delizie di Bosch la tatuata è un´adultera - spiega ancora la Gnecchi - anche se, nel ´500, i pellegrini di ritorno dal santuario della Madonna di Loreto si facevano incidere sulla pelle simboli sacri come croci, cuori o i simboli delle congregazioni religiose. Sacro e profano, dunque.

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