Teatro: ad assisi va in scena

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Ad Assisi c´è un nuovo teatro di mille posti, il Lyrick, ricavato da una vecchia fabbrica dove da fine aprile (in replica per 29 anni, questo l´ambizioso progetto) andrà in scena un musical ispirato alla vita del patrono d´Italia. L´idea iniziale è di Richard Leach, un produttore americano che durante un soggiorno ad Assisi nel 1985 rimase folgorato dalla figura di Francesco tanto da volerlo rendere protagonista di uno spettacolo a Broadway. Ma le successive vicende legate al terremoto che colpì l´Umbria gli fecero cambiare idea. Risultato, la decisione di costruire un teatro direttamente sul posto, dove il 29 aprile lo spettacolo è debuttato.

La regia è dell´inglese Elija Moshinsky, già attivo in lirica e prosa, le scene di Dante Ferretti, i costumi di Gabriella Pescucci e le musiche del francocanadese Benoit Jutras, ma la stesura dei testi porta un nome illustre, quello di Vincenzo Cerami, autore teatrale di rilievo, celebre per i suoi lavori con Roberto Benigni (hanno scritto insieme le sceneggiature di Johnny Stecchino, Il mostro e La vita è bella) ed ora impegnato nella stesura di un testo su Socrate che sarà portato in scena da Gigi Proietti a Milano. Sono stati necessari ben 800 provini per la scelta degli interpreti principali tra cui Aisha, la figlia di Cerami nel ruolo di Chiara. Cerami ha dato al testo e al protagonista un taglio assolutamente naturale, lontano dalla classica visione del rampollo ribelle che ad un tratto comincia ad avvertire le voci, come spesso lo si è voluto rappresentare. E´ un Francesco poetico e quasi più santo, quello di Cerami, che ha scelto di rappresentare inventandosi la figura del fraticello Leonardo, semplice e candido giovane che ancor prima di pronunciare i voti vede messe in discussione le proprie credenze di fanciullo.

Il musical sarà tutto imperniato sulle vicende della vita di Francesco riviste in modo assolutamente non cronologico, ma con salti avanti e indietro all´interna della sua vita, come se fosse vista attraverso una moviola. Leonardo assisterà dunque all´incontro tra Francesco e Chiara, potrà vedere le stigmate, e ripetere il famoso Cantico delle Creature. Il pubblico, insomma, vedrà in scena un uomo innamorato della vita e della natura, una figura che faceva convergere in sé la tensione sui quesiti irrisolti, sul perché della nostra esistenza e sulla nostra destinazione. Domande a cui lui aveva risposto con il vivere in letizia, atteggiamento che oggi, più banalmente, chiamiamo gioia di vivere. E voi, cosa ne pensate? Rispondete al nostro sondaggio o lasciateci il vostro parere in message board.



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