Tradimenti: i meccanismi dell’infedeltà

Psicologia - Sesso



Quanto vale oggi il concetto di fedeltà? Sicuramente molto meno di una volta. La morale moderna è notevolmente cambiata ed anche il tradimento non è più considerato con la stessa gravità di un tempo. Anzi, per alcuni esperti di psicologia dei rapporti di coppia, il sesso extraconiugale può avere anche effetti benefici, come antidepressivo contro la noia e la routine.




La fedeltà, quindi, è sempre più una scelta personale, piuttosto che imposta da rigide norme di comportamento comune. Secondo un sondaggio di una rivista femminile, l’8 per cento delle donne giudicherebbe positivamente la fedeltà, il 42 per cento la considera una situazione normale e solo l’11 per cento la vive come una condizione a cui dover sottostare. Quando invece si parla d’infedeltà è l’età a giocare un ruolo determinante: dai 15 ai 30 anni il 30 per cento dei giovani rivendica il diritto a vivere diverse avventure, ma la percentuale si riduce al 16 per cento dopo i 25 anni.



Questo perché i più giovani giudicano in modo diverso il rapporto di coppia rispetto agli adulti. “Gli adolescenti - spiega Cecilia Regaini, esperta di psicoterapia dell’adolescente - in realtà non “tradiscono”, ma esprimono la normale tensione adolescenziale fra bisogno di legame e desiderio di libertà, fra bisogni regressivi di presenza e di accudimento, e fantasie di emancipazione più o meno trasgressive”.




E per gli adulti? Le regole sono diverse, come spiega la professoressa Gianna Schelotto: “La fedeltà è certamente una virtù, ma in molti casi può essere anche il risultato di un bisogno più profondo di sicurezza. Quando si condividono i giorni e gli anni, le ansie, le passioni, i progetti, ciascuno dei due coniugi, anche senza rendersene conto, è se stesso, ma anche un po’ dell’altro. A un certo punto tradire e correre il rischio di separarsi potrebbe essere sentito come uno scardinamento di ciò che di se stessi si è edificato. Ecco perché, anche in presenza di dissensi o incomprensioni molti restano insieme”.




In tutto questo c’è però anche il rischio della noia, della prevedibilità di un rapporto. E il tradimento può essere visto proprio come uno spezzare la routine quotidiana . “Per secoli si è pensato che la donna tradisse solo per amore - dice il professor Giacomo Dacquino, psichiatra e psicoterapeuta di Torino -, oggi si è visto che tradisce per vendetta, per aggressività, per noia o per solitudine. La mia esperienza clinica mi insegna che quando un uomo è tradito pensa che sia un altro uomo ad avergli portato via l’amata, ma è un errore. Nessuno veramente innamorato si fa “portar via”. Nella dinamica dell’infedeltà è a volte poi presente un fenomeno di “complicità di coppia” : è il tradito a spingere l’altro verso l’adulterio rifiutandolo, aggredendolo, castrandolo”.




E tu, cosa ne pensi? Come giudichi il tradimento? Rispondi al nostro sondaggio online o scrivici un tuo parere in message board.



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