Tre italiani su cinque dicono sì alla telemedicina.

Medicina - Attualità





Cresce l’interesse e la propensione verso l’uso della tecnologia anche nella cura della propria salute. Sessantacinque italiani su cento sono propensi, infatti, alla telemedicina e settantatrè su cento si dichiarano pronti a collegarsi ai servizi di telecardiologia.


È quanto emerge da un’indagine sulle nuove tecnologie per il cittadino, condotta da Lexis Ricerche di Milano per Sorin LifeWatch, società di telecardiologia del Gruppo Snia, tra le prime realtà ad essersi focalizzata sui servizi innovativi a carattere sanitario.


La ricerca, realizzata a livello nazionale su un campione rappresentativo di 900 persone, residenti in ventiquattro località distribuite in tutta Italia, ha coinvolto lo stesso numero di uomini e donne suddivisi in tre fasce d’età: tra i 18 e i 35 anni, tra i 36 e i 55 anni, tra i 56 e i 75 anni. I dati raccolti hanno evidenziato che l’atteggiamento degli italiani verso le nuove tecnologie è sostanzialmente favorevole. Dopo aver apprezzato la comodità e l’efficienza delle nuove tecnologie applicate alle telecomunicazioni, alla gestione dei propri risparmi e ai servizi ad ampia diffusione, i cittadini italiani si dichiarano convinti che anche la salute può trarre vantaggi da un loro migliore utilizzo.


Nel cinquanta per cento delle famiglie italiane è presente un computer, mentre la quasi totalità di noi possiede un telefono cellulare. Abbiamo quindi a disposizione strumenti e tecnologie hardware, ma viviamo una fase in cui occorre definire i servizi e fornirli agli utenti. Anche per il nostro Paese, secondo i ricercatori, è arrivato dunque il momento del salto tecnologico verso servizi avanzati.


Le prime esperienze vissute con alcuni servizi on line (le assicurazioni e i conti di deposito) hanno ottenuto un certo consenso soprattutto tra i più giovani, anche resta significativa la percentuale dei nostri connazionali che guarda con sospetto a simili opportunità (il 45 per cento del totale).


La salute resta nell’opinione di tutti il bene più prezioso: la telemedicina, dunque, è vissuta come un valido ausilio a basso costo e ad alta efficienza che può contribuire a ridurre il problema del costo dell’assistenza pubblica, ma anche un gran numero di disagi alle persone ed ai loro parenti. Gli aspetti della telemedicina che convincono maggiormente gli italiani sono la tempestività, la comodità, la continuità nell’erogazione del servizio e il risparmio di tempo. Restano invece alcuni aspetti che i fruitopri ritengono carenti: la mancanza di un contatto diretto con il proprio medico innanzitutto; il timore che si tratti di tecnologie poco affidabili e l’insufficienza della diagnosi on line.


Anche la telecardiologia, che offre una serie di servizi diagnostici e di controllo ottenibili semplicemente attraverso il contatto telefonico, incontra il favore del pubblico, soprattutto maschile e residente nel Centro Italia. Ne sono apprezzati la capacità di risposta immediata, la disponibilità 24 ore su 24 e il continuo monitoraggio anche a distanza, che consente al paziente un contatto diretto con il medico specialista senza spostamenti per ulteriori visite di controllo, se non necessarie.


A fronte della generale considerazione da parte degli intervistati riguardo alle difficoltà del servizio sanitario pubblico a garantire servizi efficaci a costi sostenibili, l’innovazione tecnologica, qual è la telemedicina, potrebbe rappresentare una reale opportunità per ottenere servizi sanitari di qualità a costi accettabili e senza perdite di tempo.


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