Tumori: ecco l’intervento salva-capezzolo

Medicina - Tumori



L’hanno chiamata cura salva-capezzolo e promette di rivoluzionare la cura dei tumori al seno. In realtà il termine scientifico è Eliot (Elecron Intraoperative Therapy), una nuova tecnica presentata pochi giorni fa da Umberto Veronesi al convegno annuale degli oncologi americani. Con la quale sono già state trattate 250 pazienti all’Istituto europeo di oncologia di Milano. Con risultati, la cui reale efficacia sarà confermata entro i prossimi due anni, assai incoraggianti.




Come ha spiegato Veronesi, “gli effetti indesiderati di Eliot sono molto contenuti. Finora abbiamo avuto solo un serio caso di fibrosi, poi risolto. Ma la mia sensazione è che la cura funzioni”. La tecnica, che fa parte delle nuovissime terapie molecolari, consiste nell’irradiare il tessuto intorno alla lesione asportata, nel contesto dell’operazione. A convogliare il fascio di elettroni sul bersaglio è un acceleratore (costruito in Italia) che somministra l’intera dose mentre si attende il responso sulla natura istologica.



“In dieci minuti – conferma Veronesi – si completa il trattamento sterilizzante che altrimenti richiede lunghe sessioni di radioterapia dall’esterno”. Ma l’aspetto più positivo riguarda senza dubbio la conservazione del capezzolo, zona a rischio di recidiva grazie al trattamento della parte malata con una dose elevata di particelle, comunque tollerabile.




Il tumore al seno rappresenta il 20-25 per cento dei tumori maligni femminili, con una maggior incidenza nelle donne tra i 55 e i 65 anni. In Italia si registrano ogni anno 31 mila nuovi casi e 11 mila decessi. Tra i fattori di rischio: obesità, menopause tardive, fattori genetici e parti tardivi oltre i 30 anni (più sono i figli, minore è il rischio). Molto però può essere fatto riguardo alla prevenzione, a partire dalla diagnosi precoce, con autopalpazione mensile a partire dai 20 anni, visite ogni tre anni tra i 20 e i 40 anni ed ogni anno dopo i 50, mammografia ogni due anni tra i 40 e i 49 anni e ogni anno dopo i 50. Ma anche un´alimentazione sana e un´attività fisica continuativa tengono lontani dal rischio.




Un’altra notizia confortante sul fronte dei tumori femminili riguarda l’istituzione di una nuova polizza assicurativa, che prevede un indennizzo di 15 mila euro per chi si ammala con una neoplasia alla mammella o all’utero. L’accesso alla polizza, proposta dal movimento di opinione Europa Donna in collaborazione con il broker assicurativo Rasini Viganò e Rem Assicurazioni, non è vincolato ad alcuna visita medica e si rivolge a donne di età tra i 18 e i 59 anni che non hanno ancora avuto un tumore. Si chiamerà “Protezione Donna” e costerà dai 90 ai 160 euro l’anno (a seconda dell’età).



Tag:


Presente in:

Medicina - Tumori

CONDIVIDI CON I TUOI AMICI E CONOSCENTI
Partecipa anche tu alla discussione *
Elenco articoli in archivio
Selezionare l'anno

(non ci sono ancora articoli in archivio per questa sezione)