Un viaggio alla scoperta del mondo pubblicitario.

Cultura - Arte



Apre il primo vero e proprio museo della pubblicità in Italia, in una sezione del Museo di Arte Contemporanea del Castello di Rivoli. Il progetto ha lo scopo di raccogliere, ordinare, conservare e rendere consultabili al pubblico manifesti, filmati e altri materiali pubblicitari, cui si affiancano mostre tematiche, per illustrare aspetti, autori, momenti produttivi del discorso pubblicitario.


Inaugura l’attività espositiva del Museo la mostra Nel paese della pubblicità, che espone una selezione di oltre trecento spot televisivi di tutto il mondo, realizzati dagli anni Cinquanta a oggi, molti dei quali premiati a Cannes e Venezia; all’interno della collezione permanente del Museo spicca una sezione video realizzata con Rai Teche e con la sede Rai di Torino, oltre ad una sezione dedicata ai manifesti, tra i più significativi, dagli anni Trenta ai Sessanta.


Un intero universo che copre lo spazio naturale e quello urbano, l’interno della casa e i luoghi pubblici, gli ambienti reali che incontriamo ogni giorno e quelli immaginari della fantascienza o del Far West. I sogni collettivi proposti dalla pubblicità si snodano in un percorso suddiviso in sedici spazi archetipici fra i più frequentati nella narrazione pubblicitaria, concepiti dalla scenografa della Scala di Milano Leila Fteita. Sono i luoghi simbolo e tabù: dalla casa, tra cucina, bagno e camera da letto, fino all’area della socializzazione, con voli dal caffè alla tavola da pranzo, allo sport, fino a penetrare lo spazio urbano, il mare, la montagna, e la campagna.


In ciascun ambiente allestito vengono proiettati numerosi filmati pubblicitari che lo vedono protagonista: il Mare rappresentato in pubblicità come luogo di esibizione di desideri e valori drammatici e di seguito, New York, mito urbano per eccellenza; l’archetipo della frontiera e del cowboy nel Far West e la leggenda di Sulla strada, ovvero la strada, spazio di sospensione e di incertezza caratterizzato dall’avventura e il Distributore di benzina; la Campagna, vista come un “altrove” magico che in pubblicità diventa “natura”, sfondo estetico per il turismo da week-end; la Montagna, luogo pericoloso ed estremo e la natura domestica e tranquilla del Giardino, elemento centrale nell’edilizia suburbana anglosassone; la Cucina, non più deposito di oggetti e materie prime per preparare il cibo ma spazio di relazione; la Camera da letto, insieme il luogo dell’amore e del sonno, e il Bagno, sede di intimità e di nudità, ma anche altare del narcisismo di massa. E ancora la Tavola, realtà legata al senso del gusto e istituzione sociale e i banchi allineati della Scuola; il Bar, luogo prevalentemente maschile, e gli spazi dello Sport, scenografia di una religione moderna, per concludere con il Teatro, primo mezzo di comunicazione di massa e pietra di paragone per un’arte della rappresentazione capace di mettere implicitamente fra virgolette ciò che rappresenta.


Nel paese della pubblicità


Fino al 29 febbraio 2004


Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea


Piazza Mafalda di Savoia, Rivoli (Torino)


Tel. 011-9565213


Orari: martedì-giovedì, 10-17; venerdì-domenica, 10-22




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