Vacanze 2004: tra rinunce e timori.

Viaggi - Mare



Portafogli vuoti, niente vacanze. Più di un italiano su tre ben 23 milioni, cioè il 38 per cento della popolazione - passerà le prossime vacanze a casa. Il resto dedicherà, in media, 16 giorni alle ferie, ma sono molti coloro che modificheranno i propri piani per paura di attentati terroristici. Non sono molto consolanti i risultati emersi dall’ultimo sondaggio di Swg-Confesercenti sulle vacanze degli italiani. A divertirsi e a rilassarsi davvero, insomma, saranno in pochi, a quanto pare.



Stessa spiaggia, stesso mare? Non proprio. Dei quasi 34 milioni di italiani (compressi i minorenni) che potranno permettersi una vacanza, quasi 5 milioni e mezzo (il 16 per cento) modificheranno i loro piani per la paura di attentati, il 6 per cento cambierà la propria destinazione, il 5 per cento sceglierà una località più vicina mentre il 4 per cento non prenderà in ogni caso l´aereo. Meta preferita resta l’Italia (scelta dal 77 per cento), soprattutto le località marine (71 per cento). Pochi quelli disposti ad andare all’estero.



Ed anche il budget ne risente. Ogni italiano spenderà, in media, per le proprie ferie 780 euro, mentre una parte davvero minima di fortunati vacanzieri (2 per cento) metterà a disposizione oltre 2500 euro. Il giro economico complessivo delle vacanze estive 2004 degli italiani, comunque, è stimato attorno ai 26,4 miliardi di euro. La ricerca del risparmio passa anche nelle scelte di programmazione: il 35 per cento dei vacanzieri prenoterà il proprio viaggio da solo, utilizzando il telefono o internet, il 5 per cento utilizzerà le offerte last minute mentre solo il 24 per cento si avvarrà dell´opera di tour operator e agenzie di viaggio.



“Risulta evidente – è il commento di Marco Venturi, presidente della Confesercenti - che il turismo interno e quello europeo risentono di una situazione di crisi dell´economia che riduce la capacità di spesa delle famiglie. Meno italiani andranno all´estero e di conseguenza spenderanno le loro risorse all´interno del paese, ma la situazione rimane difficile. Già nel 2003 gli arrivi dei turisti stranieri erano diminuiti del 5 per cento e solo l´incremento del turismo interno ha limitato i danni bloccando la flessione allo 0,4 per cento. La tendenza sembra proseguire anche quest´anno”.


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