Viaggiatori italiani: amano le mete esotiche, ma sono imprudenti.

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Mare cristallino, bungalow sulla spiaggia, l’ombra delle palme: ogni anno circa 18 milioni di italiani partono per mete da sogno, spesso in paesi tropicali. Un turista su quattro, però, torna a casa con problemi di salute: malesseri e disturbi intestinali, ma si può rischiare di contrarre anche malattie più serie, come ad esempio la malaria, la rabbia o la febbre gialla. A questo proposito, sottoporsi alle vaccinazioni prima di partire potrebbe risultare un valido aiuto.


Ma come la pensano gli italiani? Secondo l’indagine condotta da Demoskopea per Novartis Vaccines su 1000 persone, hanno sicuramente coscienza dei rischi sanitari legati ai viaggi esotici. L’86 per cento degli intervistati ha dichiarato infatti che si vaccinerebbe se dovesse partire per un luogo esotico ed il 77 per cento ha affermato di considerare la vaccinazione prima di partire un efficace strumento di prevenzione e tutela della propria salute. Addirittura, il 16 per cento degli intervistati considera la vaccinazione un diritto del viaggiatore.


Ma se a parole sono responsabili e scrupolosi, nella realtà il comportamento è diverso: solamente il 47 per cento di coloro che sono partiti per un viaggio esotico dichiara di essersi effettivamente vaccinato. Differenti le motivazioni alla base di questo scarto tra teoria e pratica. “L’atteggiamento ambivalente degli italiani rispetto alle profilassi vaccinali può avere prima di tutto un’origine psicologica”, afferma il prof. Walter Pasini, Direttore Centro OMS per la Medicina dei Viaggi. “La vacanza viene spesso percepita come irreale, una sorta di sogno e, come tale, viene considerata esente da rischi e possibili problemi. A questa motivazione, si aggiunge inoltre una sottostima del rischio effettivo e una mancanza di adeguata informazione”.


Anche i viaggi organizzati all’ultimo minuto influenzano il comportamento dei turisti: “A giocare un ruolo non indifferente nel comportamento dei viaggiatori nei confronti delle vaccinazioni”, spiega Pasini, “sono anche le tipologie di viaggio last minute sempre più diffuse, che essendo organizzate pochi giorni prima, spesso non permettono di rispettare i tempi di somministrazione di determinati vaccini. Tutti i viaggiatori dovrebbero infatti andare dal medico almeno un mese prima della partenza per un’adeguata profilassi vaccinale.” Anche perché, oltre ad alcuni vaccini obbligatori per recarsi in determinate zone, come quello contro la febbre gialla se si visita l’Africa subsahariana o del Sud America, ne esistono molti non obbligatori che potrebbero essere un valido aiuto preventivo.


“Tra i vaccini non obbligatori, ma consigliati si trovano quello contro l’epatite A e B, che va somministrato in più dosi, in un intervallo di almeno 4 settimane; quello contro la meningite meningococcica, da assumere in una sola dose, ma preferibilmente un paio di settimane prima di partire; il vaccino contro il colera, da somministrare in 2 dosi nei 14 giorni prima del viaggio e, infine, quello contro la rabbia, una malattia diffusa in molte zone del mondo, come Sud Est asiatico, Europa orientale, parte dell’Africa e del continente americano, che si effettua in 3 dosi e va cominciato 28 giorni prima della partenza.”


Secondo i risultati della ricerca, poi, gli italiani non affronterebbero una profilassi vaccinale senza avere prima informazioni al riguardo. Quasi la totalità del campione (93 per cento) ha infatti dichiarato che prima di partire per un viaggio internazionale cercherebbe supporto e indicazioni su come prevenire i rischi sanitari. Primo interlocutore risulta il medico di famiglia, che verrebbe consultato dal 68 per cento degli intervistati. A seguire, le ASL e internet. Solamente il 4 per cento del campione chiederebbe informazioni al farmacista.


Non tutti sanno che possono trovare un supporto, oltre che dal medico di famiglia, anche presso il Centro di Vaccinazioni Internazionali della propria ASL.
L’elenco dei Centri di Vaccinazione del viaggiatore delle ASL si trova su diversi siti Internet ed anche il sito del Ministero della Salute, nella sezione dedicata alla prevenzione delle malattie infettive, contiene informazioni importanti per chi viaggia.


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