Videogiochi: istruzioni d’uso.

Società - Giochi



“I videogiochi, quasi come la tv, sono ormai una presenza normale nella vita dei bambini e degli adolescenti. Basti pensare che oggi due terzi dei bambini tra i tre e i quattordici anni usa i videogiochi, che il 58 per cento possiede una console e che, su un campione di minori tra i nove e i sedici anni di dieci paesi europei, la fruizione complessiva dei media è di 4,15 ore al giorno”.



Queste le parole della la pedagogista Rosa Bagnato, responsabile della nuova campagna itinerante sull’uso dei videogiochi organizzata dalMoige (Movimento Italiano Genitori), con il contributo di Xbox e diretta agli alunni delle scuole elementari, che tra ottobre e novembre ha coinvolto oltre duemila bambini tra i 5 e i 14 anni.



Il progetto è nato allo scopo di sensibilizzare i minori, i loro genitori e gli insegnanti, ad un uso responsabile dei videogiochi e a prevenire così i possibili effetti negativi derivanti da situazioni di troppo o cattivo utilizzo. Il messaggio è stato veicolato da un teatrino di burattini, con i due personaggi Joy e Mony, che con il loro linguaggio divertente e vicino a quello dei bambini hanno trasmesso loro un messaggio sereno e chiaro. Grazie a una modalità “antica”, qual è quella dei burattini, si è così potuto parlare dei giochi di ultima generazione ai giovanissimi. Oltre allo spettacolo teatrale, che prevede anche momenti di gioco interattivo, la campagna ha previsto la distribuzione di poster e libricini illustrati, studiati appositamente per un pubblico di bambini dalla psicologa Loredana Petrone dell’Università La Sapienza di Roma.



La campagna si è svolta a Roma e a Milano, scelta non certo casuale, tenendo conto del fatto che Lazio e Lombardia risultano tra le regioni in cui più alta è la percentuale dei “videogiocatori” adulti. E se i grandi giocano, certamente i bambini non saranno da meno. I dati a cui fa riferimento la dottoressa Bagnato sono quelli di un’indagine condotta da Aesvi –AcNielsen su 17mila individui con più di quattordici anni. Dai risultati emerge che il Lazio è la regione dove si gioca di più (42 per cento contro una media italiana del 36 per cento), seguita dal 38 per cento di Piemonte, Liguria, Val D’Aosta e Lombardia, dal 36 per cento di Basilicata, Calabria e Sicilia, dal 35 per cento di Veneto, Trentino, Friuli, Campania, Abruzzo, Molise e Puglia e in ultimo il 34 per cento di Toscana, Marche, Umbria Emilia Romagna e Sardegna.



“I giochi elettronici, grazie alla loro interattività, possono essere di forte stimolo alla creatività, perché richiedono un intervento attivo; in questo senso”, spiega la Bagnato, “videogiocare può essere più utile che guardare la tv. Ormai poi si gioca in gruppo e il videogame può servire anche alla socializzazione. I videogame dunque possono essere un valido passatempo purché, e questa è la premessa indispensabile, non sottraggano tempo al gioco dal vivo, alla lettura, ai compiti e allo sport”.



Della stessa convinzione è Maurizio Zazzaro, Country Manager Divisione Home Entertrainment Microsoft Italia che dice: “I videogiochi possono stimolare l’apprendimento, favorire lo sviluppo cognitivo e la capacità di coordinamento occhio-mani. Un gioco avvincente, coinvolgente, può insegnare molto. È importante tuttavia che il bambino dedichi ai videogiochi un intervallo di tempo adeguato e utilizzi solo quelli adatti alla sua età. È per questo che i giochi Xbox rispettano lo standard PEGI, il primo sistema Paneuropeo di classificazione, in base all’età, per computer e videogiochi. Ai genitori è affidato il compito fondamentale di controllare la categoria dì età indicata sulla confezione e di educare i figli a un corretto uso del videogioco”.



“Bisogna dunque sfatare il mito che tutti i videogiochi siano destinati ai bambini. Non è così”, precisa la responsabile del Moige. “Il 36 per cento della popolazione adulta, cioè circa 18 milioni di uomini e donne, gioca con i videogame, è ovvio che ci siano giochi destinati a loro. La scelta di un gioco sbagliato, in particolar modo di uno violento, può provocare seri danni al bambino e per questo al momento dell’acquisto bisognerebbe leggere i contenuti e cercare sulla scatola l’indicazione della fascia di età alla quale il gioco si rivolge. Gli esperti ritengono, ed esempio, che tra le possibili conseguenze dell’uso prolungato da parte di bambini di videogiochi violenti ci sia la comparsa di de-sensibilizzazione alla violenza stessa”.



Per rassicurare i genitori circa la possibilità di far “videogiocare” i bambini in tutta sicurezza il Moige ha elaborato un semplice decalogo di consigli.



1- Videogiochi, computer e tv vanno usati in maniera equilibrata e soprattutto non devono mai sostituire del tutto gli amici reali.



2- Contrattate con vostro figlio dei limiti di tempo per l’utilizzo tenendo conto che l’ideale sarebbe non superare le due ore al giorno tra videogiochi e tv.



3- Non fate utilizzare i videogiochi, così come la tv, la mattina appena svegli o dopo le 22.



4- Computer, console e tv dovrebbero trovarsi in un’area facilmente controllabile a vista dagli adulti, così da poter sempre vedere cosa fanno e cosa guardano i bambini.



5- Evitate di mettere tv, console o computer nella camera dei bambini, potrebbe utilizzare a vostra insaputa giochi non adatti o guardare programmi non appropriati.



6- Sarebbe bene stare vicini ai figli durante il gioco o magari giocare insieme; può essere un momento di socializzazione e se c’è qualche scena che vi lascia un po’ perplessi potete “spiegarla” ai figli e fare con loro delle considerazioni “critiche”. Così potrete anche interrompere la sua “full immersion”.



7- Interrompete il gioco per la merenda o per momenti di relax con voi o con i fratelli, in modo da distrarlo un po’ ed evitare l’affaticamento visivo e ricordate che lo deve essere ad almeno 50 – 70 cm dagli occhi.



8- Spiegate ai bambini che il videogioco è pur sempre un gioco ed evitate di drammatizzare il tono delle sfide. 9) Per quanto il bambino possa amare i videogiochi state attenti che non trascuri lo studio, lo sport o altre forme di svago come i libri, i giochi da tavolo e quelli didattici.



10- Per fare un acquisto adeguato tenete conto che oggi la maggior parte dei videogiochi adotta un sistema di classificazione. Sulla scatola dovrebbe esserci scritta la fascia d’età a cui è destinato il gioco, prendete solo quelli che corrispondono agli anni del bambino.




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