Vivere nel dubbio: un’abitudine tipica del bel paese.

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L’indecisione sembra essere la malattia tipica del nostro tempo. Ed affligge soprattutto noi italiani secondo un’indagine svolta dalla rivista Riza Psicosomatica. Un sondaggio condotto su 865 individui fra i 18 e 70 anni ha permesso di stabilire che un intervistato su quattro tentenna quando deve prendere una decisione. I più insicuri sono gli uomini (67 per cento) e i trentenni, vissuti troppo a lungo in casa di mamma e papà, coccolati e viziati, impauriti all’idea di dover affrontare da soli la vita.


L’insicurezza regna sovrana nei rapporti di coppia (68 per cento) e in quelli che legano genitori e figli (47 per cento). Ma pregiudica anche l’uso del denaro, dagli investimenti di un certo peso alle piccole spese, il lavoro e persino le decisioni più semplici ed insignificanti che scandiscono le nostre giornate. Per decidersi a cambiare il taglio di capelli gli uomini impiegano in media un mese, le donne una settimana; la scelta di un regalo per il partner occupa i pensieri maschili per due o tre settimane, mentre le donne esitano dai due ai tre giorni.
Neppure l’amore ci smuove: prima di sposarsi ci si pensa per anni (dai tre agli otto gli uomini, dai due ai quattro le donne), così come prima di avere un figlio (da due a sei gli uomini, da uno a dieci le donne).


Secondo gli esperti di Riza l’incertezza che ci contraddistingue e che stravolge anche le decisioni più semplici, trasformandole in drammi ai nostri occhi, è il punto di arrivo di un cattivo uso del nostro pensiero. È un vizio che si acquisisce autoconvincendosi di non essere capaci di affrontare le situazioni contingenti con le sole nostre risorse.


Lo psichiatra e psicoterapeuta Raffaele Morelli, direttore della rivista che ha condotto il sondaggio, ci mette in guardia a proposito dell’indecisione, che, se cronicizzata, può provocare ripercussioni di tipo somatico e diventare, così, una vera malattia. Dover decidere, infatti, non sono ci mette in difficoltà, ma a volte causa vere e proprie crisi di panico, con ansia, tachicardia, cefalee, coliti e svenimenti. Come evitare quindi che un momento di riflessione creativa si trasformi in un atteggiamento mentale paralizzante? Gli esperti elencano una serie di frasi che non vanno mai ripetute a se stessi e a chi ci circonda: “Non posso farci niente, sono indeciso per natura”; “Non so decidermi perchè non so cosa voglio”; “da questa scelta dipende tutta la mia vita”; “se sono indeciso è perchè sono più serio e responsabile degli altri”. Quando dobbiamo prendere una decisione, poi, è inutile chiedere mille pareri a parenti, amici e conoscenti: dobbiamo diventare capaci di formulare un giudizio ed imboccare una strada da soli. Le decisioni migliori, sottolinea Raffaele Morelli, sono quelle che arrivano come una scossa, prese al mattino, dopo una notte di riposo in cui il nostro cervello si è rigenerato.


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