Vorrei essere benjamin button!

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Il curioso caso di Benjamin Button, interpretato da Brad Pitt e Cate Blanchett e diretto da David Fincher, esce nelle sale italiane con un biglietto da visita di tutto rispetto: ben 13 nomination all’Oscar. La storia è tratta da un omonimo breve racconto del 1922 di Francis Scott Fitzgerald, di cui vi riportiamo la parte in cui il padre di Benjamin vede per la prima volta il figlio appena nato dall’apparente età di settanta anni:

“Mr. Button´s eyes followed her pointing finger, and this is what he saw. Wrapped in a voluminous white blanket, and partly crammed into one of the cribs, there sat an old man apparently about seventy years of age. His sparse hair was almost white, and from his chin dripped a long smoke-coloured beard, which waved absurdly back and forth, fanned by the breeze coming in at the window. He looked up at Mr. Button with dim, faded eyes in which lurked a puzzled question.”



Il bambino, nato incredibilmente vecchio, è destinato e ringiovanire a mano a mano che gli anni passano. Struggente la sua breve storia d´amore con Daisy, la ragazzina conosciuta da vecchio/bambino, la donna che potrà amare solo per il breve volgere di anni in cui le loro età si sfiorano, l´anziana a cui sorride sprofondando nel vortice dell´infanzia.

Per rappresentare il personaggio di Benjamin Button bambino, ma con l´aspetto da vecchio, il regista David Fincher (“Seven”, “The Game”, “Fight club”, “Zodiac”) si è ispirato ai veri bambini affetti dalla rarissima Sindrome di Hutchinson-Gilford, e il protagonista Brad Pitt mette a frutto i miracoli della tecnologia mutando lineamenti e gestualità in modo impressionante ma restando sempre se stesso.

Piacerà agli italiani questo film intimista e filosofico?


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